anastasis_anchor_n_0CAPO I ART. 1: Oggetto del regolamento ART. 2: Luogo delle adunanze ART. 3: Funzioni rappresentative CAPO II GRUPPI CONSILIARE
COMMISSIONI CONSILIARI - RAPPRESENTANTI DEL COMUNE
ART. 4: Costituzione dei gruppi consiliari ART. 5: Conferenza dei Capigruppo ART. 6: Commissioni consiliari ART. 7: Nomine e designazioni di Consiglieri e di Rappresentanti del Comune CAPO III DIRITTO D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI COMUNALI
ART. 8: Diritti dei Consiglieri ART. 9: Mozioni ART. 10: Interpellanze ART. 11: Interrogazioni ART. 12: Mozioni, interpellanze ed interrogazioni CAPO IV CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO - ORDINE DEL GIORNO
ART. 13: Convocazione del Consiglio Comunale ART. 14: Distinzione delle sedute - definizioni ART. 15: Proposte di iscrizione all'ordine del giorno ART. 16: Consegna e pubblicazione dell'avviso di convocazione . Modalità e termini ART. 17: Ordine del giorno ART. 18: Deposito di atti per la consultazione CAPO V PRESIDENZA E SEGRETERIA DELL'ADUNANZA
ART. 19: Disciplina delle adunanze ART. 20: Persone ammesse nella sala delle adunanze - Comportamento pubblico ART. 21: Segreteria dell'adunanza ART. 22: Scrutatori – nomina - funzioni CAPO VI DELLE SEDUTE DEL CONSIGLIO
ART. 23: Dei posti e degli interventi ART. 24: Ordine dei lavori - Sedute deserte ART. 25: Inizio dei lavori ART. 26: Comportamento dei Consiglieri ART. 27: Esercizio del mandato elettivo ART. 28: Fatto personale ART. 29: Pregiudiziali e sospensive ART. 30: Partecipazione dell'Assessore non Consigliere ART. 31: Adunanze aperte ART. 32: Chiusura della discussione ART. 33: Chiusura della seduta - Mancato esaurimento all'ordine del giorno CAPO VII DELLE VOTAZIONI
ART. 34: Sistemi di votazione ART. 35: Ordine della discussione e della votazione ART. 36: Annullamento e rinnovazione della votazione ART. 37: Interventi nel corso della votazione ART. 38: Mozioni d'ordine ART. 39: Dichiarazione di improponibilità e di inammissibilità ART. 40: Dichiarazione di voto ART. 41: Computo della maggioranza CAPO VIII DEI VERBALI DELLE SEDUTE
ART. 42: Verbale delle sedute - Contenuto e firma ART. 43: Approvazione del verbale della precedente seduta ART. 44: Comunicazioni delle decisioni del Consiglio ART. 45: Interpretazione del regolamento ART. 46: Pubblicità del regolamento ART. 47: Diffusione del presente regolamento ART. 48: Entrata in vigore anastasis_anchor_n_1ART. 1: OGGETTO DEL REGOLAMENTO 1 - Il presente regolamento disciplina la convocazione, le adunanze ed il funzionamento del Consiglio Comunale per assicurare un ordinato svolgimento delle sedute e viene emanato in applicazione dello Statuto ed in relazione al disposto dell'art. 5 della L. 8 giugno 1990, n. 142.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_2ART. 2: LUOGO DELLE ADUNANZE CONSILIARI 1 - Il Consiglio Comunale, di regola, si riunisce nell'apposita sala sita in Acquaviva Picena, Via Fontepalanca, come previsto dall'art.2 dello Statuto.
2 - Il Sindaco, sentiti i Capigruppo Consiliari, quando ricorrano circostanze speciali o eccezionali, o gravi motivi di ordine pubblico o di forza maggiore, può convocarlo con apposito motivato provvedimento in luogo diverso dandone avviso alla cittadinanza.
3 - Il luogo di riunione non può mai essere fissato fuori del territorio del Comune.
4 - All'esterno del luogo di riunione dovrà essere esposta la bandiera nazionale così come prescrive l'art. 2, comma 2, lettera c del D.P.C.M. 3/6/86.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_3ART. 3: FUNZIONI RAPPRESENTATIVE 1 - I Consiglieri Comunali o una Delegazione Consiliare parteciperanno alle cerimonie, celebrazioni e manifestazioni indette dall'Amministrazione Comunale, nonché a quelle alle quali l'Amministrazione aderisce.
- Per la partecipazione del Comune a particolari cerimonie o celebrazioni può essere costituita una delegazione composta da un rappresentante per ciascun gruppo consiliare.
- La delegazione di cui al comma due viene costituita dal Sindaco sentiti i Capigruppo Consiliari.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_4ART. 4: COSTITUZIONE DEI GRUPPI CONSILIARI 1 - I Consiglieri eletti si costituiscono in gruppo consiliare, è di tale costituzione, assieme al nome del Consigliere cui sono conferite le funzioni di Capogruppo, dovranno dare comunicazione al Sindaco entro il giorno precedente la prima riunione del Consiglio neoeletto.
2 - Il Consigliere che intenda appartenere ad un gruppo differente rispetto a quello iniziale dovrà dame comunicazione scritta al Sindaco, allegando, nel caso intenda aderire ad un altro gruppo, la dichiarazione di accettazione da parte del nuovo gruppo.
3 - In caso di variazioni nella persona del Capogruppo dovrà similmente essere data comunicazione scritta al Sindaco.
4 - In mancanza di tali comunicazioni viene considerato Capogruppo a tutti gli effetti il Consigliere che abbia riportato il maggior numero di voti nella lista di appartenenza.
5 - In caso di assenza del Capogruppo ad una seduta consiliare, le funzioni vengono svolte da un Consigliere designato dai Consiglieri presenti.
6 - Il numero dei gruppi consiliari costituiti non potrà comunque essere superiore al numero delle liste che hanno partecipato all'elezione del Consiglio e che in queste abbiano avuto rappresentanti eletti;
7 - Ai gruppi consiliari come sopra costituiti sarà assicurato, secondo modalità concordate dal Sindaco con í Capigruppo, l'uso di apposita sala all'interno del Palazzo Comunale onde nella stessa esercitare le proprie funzioni.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_5ART. 5: CONFERENZA DEI CAPIGRUPPO 1 - La Conferenza dei Capigruppo è organismo consultivo del Sindaco nell'esercizio delle funzioni di Presidente delle adunanze consiliari, concorrendo a definire la programmazione ed a stabilire quant'altro risulti utile per il proficuo andamento dell'attività del Consiglio.
2 - La Conferenza dei Capigruppo esercita le altre funzioni ad essa attribuite dal presente regolamento e dal Consiglio Comunale con apposite deliberazioni.
3 - La Conferenza dei Capigruppo è convocata e presieduta dal Sindaco o da chi ne fa le veci. Alla riunione partecipa il Segretario Comunale o un suo delegato, ed assistono i funzionari comunali richiesti dal Sindaco.
4 - I Capigruppo hanno facoltà di delegare un Consigliere del proprio gruppo a partecipare alla Conferenza.
5 - Secondo le indicazioni espresse dalla conferenza di Capigruppo, la Giunta Comunale assicura ai gruppi quanto necessario per l'esercizio delle funzioni da parte dei Consiglieri che di essa fanno parte.
6 - Delle riunioni della Conferenza dei Capigruppo, a cura del Segretario Comunale o di un funzionario dallo stesso designato, ove necessario, e se esplicitamente richiesto dalla maggioranza dei componenti, sarà redatto apposito verbale.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_6ART. 6: COMMISSIONI CONSILIARI 1 - Il Consiglio Comunale si riserva la facoltà di istituire, con appositi atti, Commissioni Consiliari, permanenti e/o speciali.
2 - La composizione, il funzionamento di dette Commissioni sono stabilite con la delibera di istituzione.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_7ART. 7: NOMINE E DESIGNAZIONE DI CONSIGLIERI COMUNALI E DI RAPPRESENTANTI DEL COMUNE 1 - Nei casi in cui la legge o lo statuto prevedono che di un determinato Organo, Collegio o Commissione debbano far parte Consiglieri Comunali, questi debbono essere sempre nominati dal Consiglio, in seduta pubblica, con voto palese. La stessa procedura sarà seguita per la nomina di tutti i rappresentanti del Comune non Consiglieri in detti Organi, Collegi e Commissioni.
2 - Il Sindaco, in preparazione delle proposte da fare al Consiglio, indirà la Conferenza dei Capigruppo. La proposta dovrà, preferibilmente, essere accompagnata, per i non Consiglieri, di un dettagliato curriculum professionale dei proposti, atto a dimostrare le esperienze specifiche nella materia o nel settore cui l'incarico medesimo si riferisce, nonché l'elenco delle cariche pubbliche ricoperte.
3 - Per tutti i proposti dovrà essere allegata una dichiarazione di disponibilità.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_8ART. 8: DIRITTI DEI CONSIGLIERI 1 - Ogni Consigliere può fare interrogazioni, svolgere interpellanze e mozioni su argomenti che interessano anche indirettamente la vita e l'attività del Comune.
2 - Non sono ammesse interrogazioni, interpellanze e mozioni formulate con frasi ingiuriose o sconvenienti.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_9ART. 9: MOZIONI 1 - La mozione consiste in una proposta concreta di deliberazione oppure in una proposta di voto su un argomento diretto ad indirizzare o impegnare secondo un determinato orientamento l'attività dell'Amministrazione Comunale sull'argomento stesso, oppure anche in una proposta di voto per esprimere un giudizio in merito a particolari disposizioni o atteggiamenti del Sindaco o della Giunta Comunale, ovvero un giudizio sull'intero indirizzo dell'Amministrazione.
2 - Le mozioni debbono essere presentate per iscritto e sono poste all'ordine del giorno della prima seduta consiliare successiva alla presentazione. Questa deve aver luogo entro 30 giorni quando la mozione sia sottoscritta da almeno un quinto dei Consiglieri assegnati al Comune e contenga la domanda di convocazione del Consiglio.
3 - Il presentatore deve svolgere la mozione nel tempo di 10 minuti ed ha 3 minuti per la replica.
4 - Sempre 10 minuti hanno a disposizione il Sindaco o l'Assessore interessato ed un Consigliere per ogni gruppo.
5 - I predetti limiti temporali possono essere prolungati su votazione del Consiglio Comunale.
6 - In tempo massimo da dedicare alle mozioni è di ore una per seduta consiliare.
7 - Qualora la mozione consista in una proposta di deliberazione questa dovrà seguire il normale procedimento istruttorio,previsto dall'art.53 della L. 8/ó/1990, n.l42. Tale regola ha valore anche per la proposta di modifica ad atti deliberativi sottoposti all'approvazione del Consiglio Comunale: in tal caso, comunque, la modifica potrà essere deliberata qualora i Responsabili dei servizi siano presenti in aula e sulle proposte di modifica abbiano espresso parere favorevole.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_10ART. 10: INTERPELLANZE 1 - L'interpellanza consiste nella domanda scritta per conoscere i motivi o gli intendimenti del Sindaco o degli Assessori su questioni di particolare rilievo o di carattere generale.
2 - Per le interpellanze trovano applicazione le norme relative alle interrogazioni richiedenti risposta verbale.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_11ART. 11: INTERROGAZIONI 1 - I Consiglieri hanno facoltà di presentare interrogazioni al Sindaco o agli Assessori;
2 - L'interrogazione consiste nella semplice domanda rivolta al Sindaco o ad un Assessore, per avere informazioni o spiegazioni. su un oggetto determinato o per conoscere se e quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare in relazione all'oggetto medesimo;
3 - Il Consigliere che intenda rivolgere una interrogazione deve presentarla per iscritto indicando se chiede risposta scritta o orale. In mancanza di indicazione si intende che l'interrogante chiede risposta orale;
4 - Il Sindaco, accertato che l'interrogazione corrisponde, per il suo contenuto, a quanto previsto dal precedente comma 2, dispone:
a)se deve essere data risposta scritta che l'ufficio provveda entro 20 giorni dal ricevimento
b)se deve essere data risposta orale che venga iscritta all'ordine del giorno della prima seduta del Consiglio nell'ordine cronologico di presentazione.
5 - Nel caso l'interrogazione sia ritenuta non proponibile il Sindaco, con provvedimento motivato, ne notifica il diniego.
6 - Per la trattazione dell'interrogazione in Consiglio dovranno essere osservati i seguenti ordini e tempi:
a)l'interrogante illustra l'interrogazione;
b)il Sindaco o l'Assessore hanno l'obbligo di rispondere;
c)l'interrogante ha facoltà di dichiarare se sia stato o no soddisfatto;
d) complessivamente ciascuno dispone di cinque minuti di tempo.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_12ART. 12: MOZIONI, INTERPELLANZE ED INTERROGAZIONI 1 - Quando, su questioni o oggetti identici o strettamente connessi a quelli cui si riferiscono le mozioni siano state presentate anche interpellanze o interrogazioni, il presidente dispone che si svolga un'unica discussione. Gli interpellanti sono iscritti nella discussione congiunta subito dopo i proponenti della mozione, e gli interroganti che non abbiano partecipato alla discussione.
2 - Trova applicazione la procedura di cui ai precedenti articoli, concernenti le interrogazioni e le mozioni, con i limiti di tempo adeguati.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_13ART. 13: CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE 1 - Fatta salva la procedura fissata dalla legge per l'elezione del Sindaco e della Giunta, la convocazione del Consiglio Comunale è disposta dal Sindaco o da chi ne fa legalmente le veci.
2 - L'avviso di convocazione deve contenere:
a)l'organo cui si deve l'iniziativa;
b)il giorno e l'ora dell'adunanza;
c)il giorno e l'ora in cui, in caso di seduta deserta, avrà luogo la seduta di seconda convocazione
d)l'ordine del giorno anche sotto forma di allegato.
3 - Nel caso in cui la seduta di prima convocazione sia risultata deserta ne sarà dato tempestivo avviso scritto agli assenti onde consentire a questi la partecipazione alla seduta fissata in seconda convocazione.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_14ART. 14: DISTINZIONE DELLE SEDUTE - DEFINIZIONI 1 - Ai fini del presente regolamento le sedute consiliari si distinguono in ordinarie, straordinarie urgenti, di prima convocazione, di seconda convocazione, pubbliche, segrete, aperte.
2 - Sedute ordinarie, sedute straordinarie: sono ordinarie tutte le sedute nelle quali sono iscritti all'ordine del giorno i seguenti argomenti: il bilancio preventivo, il riequilibrio di gestione e il conto consuntivo. Sono straordinarie tutte le altre.
3 - Sedute urgenti: sono sedute urgenti quelle che richiedono la sollecita trattazione di affari che non consentono in modo assoluto l'osservanza dei termini per la convocazione straordinaria.
In ogni caso, l'ordine del giorno delle sedute urgenti non potrà comprendere argomenti mancanti di detto requisito.
4 - Sedute di prima e seconda convocazione: nelle sedute di prima convocazione il Consiglio non può deliberare se non interviene almeno la metà dei Consiglieri assegnati. Le sedute di seconda convocazione che fanno sempre seguito a riunione verbalizzata andata deserta, sono valide con l'intervento di almeno sei Consiglieri. Le sedute di seconda convocazione dovranno avere luogo non prima di due giorni e non oltre dieci giorni da quella andata deserta. La seduta è di seconda convocazione soltanto per gli oggetti che erano stati iscritti all'ordine del giorno della seduta precedente e per i quali non era stato possibile deliberare a causa della mancanza di numero legale. Quando per deliberare la legge richieda particolari quorum di presenti o votanti, è a questi che si fa riferimento, sia in prima sia in seconda convocazione.
5 - Sedute pubbliche e sedute segrete: di norma le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche. Quando, nella discussione di un argomento in seduta pubblica, siano introdotte valutazioni sulla moralità, correttezza, capacità e comportamenti di persone, il presidente invita i Consiglieri a chiuderla, senza ulteriori interventi. I1 Consiglio può deliberare, a maggioranza di voti, il passaggio in seduta segreta per l'ulteriore dibattito e votazione, solo quando vengono trattati argomenti che comportano apprezzamento delle capacità, moralità, correttezza o esaminati fatti e circostanze che richiedono valutazioni sulle qualità morali e delle capacità professionali di persone. Gli argomenti in seduta segreta sono sempre trattati dopo aver esaurito la trattazione di quelli in seduta pubblica. Il Sindaco, prima di ordinare la ripresa dei lavori, dispone che le persone estranee al Consiglio escano dall'aula.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_15ART. 15: PROPOSTE DI ISCRIZIONE ALL'ORDINE DEL GIORNO 1 - Le proposte da trattare in Consiglio possono, in qualunque momento, essere avanzate per iscritto anche da un singolo Consigliere, ma possano essere non accolte dal Sindaco, quando non sia ritenuto opportuno o necessario. Il Sindaco deve comunicare i motivi del diniego, per iscritto, al proponente.
2 - Il Consigliere proponente può, nella prima seduta consiliare, chiedere che il Consiglio si pronunci per l'iscrizione della proposta all'ordine del giorno della successiva adunanza, osservati i termini di legge.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_16ART. 16: CONSEGNA E PUBBLICAZIONE DELL'AVVISO DI CONVOCAZIONE MODALITA' E TERMINI 1 - L'avviso di convocazione deve essere notificatO7 a mezzo di messo comunale, al domicilio dei Consiglieri:
a)per le convocazioni ordinarie, cinque giorni;
b)per le convocazioni straordinarie, tre giorni interi e liberi prima di quello stabilito per la riunione. Per le convocazioni di urgenza e per gli argomenti aggiuntivi almeno 24 ore prima dell'ora stabilita per la riunione.
2 - Tutti i Consiglieri Comunali sono tenuti, ai fini della carica, ad eleggere domicilio nel territorio di questo Comune. Al detto domicilio, ad ogni effetto di legge, saranno notificati tutti gli atti relativi a detta carica.
3 - In mancanza della designazione di cui al,precedente comma 2, la segreteria provvede alla notifica a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, senza altre particolari formalità. La spedizione deve avvenire entri il termine previsto per la consegna dell'avviso: a domicilio. Con tale spedizione si considera osservato, ad ogni effetto di legge, l'obbligo della consegna dell'avviso di convocazione e rispettati i termini fissati dalla legge e dal regolamento.
4 - L'eventuale consegna in ritardo dell'avviso di convocazione si intende sanata con la partecipazione all'adunanza.
5 - L'avviso di convocazione, con l'ordine del giorno, a cura della segreteria comunale, entro i termini di cui al comma 1, è pubblicato all'albo pretorio e negli altri luoghi consueti ed è inviato al revisore dei conti.
6 - Qualora all'ordine del giorno siano iscritti argomenti di particolare importanza ed attualità il Sindaco dispone l'adeguata pubblicazione.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_17ART. 17: ORDINE DEL GIORNO 1 - L'ordine del giorno consiste nell'elenco, sommario e sintetico, degli oggetti da trattare in ciascuna sessione ordinaria e straordinaria del Consiglio, ed è compilato dal Sindaco, di concerto con la Giunta, in modo che i Consiglieri possano ben conoscere preventivamente gli oggetti medesimi;
2 - Hanno la precedenza:
a) le comunicazioni del Sindaco;
b) le interrogazioni;
c) le mozioni;
d) le interpellanze;
e) l'approvazione dei verbali della seduta precedente;
f) le proposte dell'autorità governativa;
g) le proposte dell'autorità regionale;
h) le questione attinenti gli organi istituzionali;
i) le proposte del Sindaco, degli Assessori, dei Consiglieri comunali;
l) da ultimo saranno iscritti gli affari da discutere in seduta segreta.
3 - Quando motivi di urgenza o di opportunità lo consiglino, l'ordine degli argomenti da trattare può essere variato su proposta di qualunque membro del Consiglio e con l'assenso di questo.
4 - all'ordine del giorno già diramato possono, anche per iniziativa dei Consiglieri, essere aggiunti altri argomenti, con l'osservanza delle norme e dei termini di cui al precedente art. 16.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_18ART. 18: DEPOSITO DI ATTI PER LA CONSULTAZIONE 1 - Tutte le proposte di deliberazione relative agli argomenti iscritti all'ordine del giorno, completate dai pareri di cui all'art. 53 e, ove occorra, dell'attestazione dell'art. 55, quinto comma della legge 8/6/1990, n. 142, corredata da tutti i documenti necessari, sono depositate nell'ufficio di segreteria o in altro ufficio indicato nell'avviso di convocazione, nelle 48 ore feriali precedenti la seduta consiliare. Unitamente all'avviso di convocazione sarà inviata ai Capigruppo bozza della proposta di delibera iscritte all'ordine del giorno.
2 - I Consiglieri hanno diritto di consultare gli atti di ufficio richiamati o citati nelle proposte di deliberazione depositate e dei relativi allegati.
3 - All'inizio dell'adunanza le proposte ed i documenti devono essere depositati nella sala dell'adunanza e, nel corso di essa, ogni Consigliere, compatibilmente con le esigenze della Presidenza, può consultarli.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_19ART. 19: DISCIPLINA DELLE ADUNANZE 1 - I poteri necessari per la polizia della sala consiliare spettano al Consiglio stesso e sono esercitate, in suo nome dal Presidente.
2 - Il Presidente ha facoltà di sospendere o sciogliere, in qualsiasi momento la seduta, facendo ciò risultare dal processo verbale.
3 - Il Presidente, dopo aver dato gli opportuni avvertimenti, può ordinare ai Vigili Urbani di allontanare dalla sala la persona o le persone che, comunque turbassero l'ordine. Qualora non siano individuate le persone responsabili del disordine, il Presidente ha facoltà di ordinare che sia sgombrata la sala nella parte riservata al pubblico, sospendendo la seduta. I lavori potranno essere ripresi solo riammettendo la presenza del pubblico.
4 - Chi è stato espulso dalla sala non può esservi riammesso, per tutta la durata dell'adunanza.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_20ART. 20: PERSONE AMMESSE NELLA SALA DELLE ADUNANZE COMPORTAMENTO DEL PUBBLICO 1 - Poiché di massima le adunanze del Consiglio Comunale sono pubbliche, qualsiasi cittadino è ammesso nella sala. Il pubblico assiste alle adunanze nella parte ad esso riservata.
2 - Nessuna persona estranea al Consiglio può avere accesso, durante la seduta, nella parte della sala riservata ai Consiglieri. Oltre al Segretario, agli Impiegati, ai Vigili Urbani ed agli Inservienti addetti al servizio, potrà comunque, a seconda delle esigenze delle materie in discussione, essere ammessa, la presenza di determinati Funzionari o Tecnici incaricati, per l'illustrazione, a richiesta del Presidente, delle materie in trattazione.
3 - Alla stampa, ove richiesto e possibile, può essere riservato un posto speciale nello spazio per il pubblico, oppure in quello destinato ai consiglieri, ma separato da questi.
4 - Ai rappresentanti della stampa è vietata, durante lo svolgimento della seduta consiliare, qualsiasi contatto con i Consiglieri.
5 - Chiunque acceda alla sala durante le riunioni consiliari deve mantenere un contegno corretto e non può portare armi di sorta.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_21ART. 21: SEGRETERIA DELL'ADUNANZA 1 - Il Segretario Comunale partecipa alle adunanze del Consiglio Comunale con funzioni consultive referenti e di assistenza e ne cura la verbalizzazione.
2 - In caso di sua assenza o impedimento si provvede per legge o a norma dello statuto.
3 - Il Segretario può farsi assistere anche da Funzionari, Tecnici ed Amministrativi del Comune.
4 - Il Segretario sovrintende alla redazione del processo verbale delle sedute pubbliche e redige quello delle sedute segrete, ne dà lettura all'assemblea, esegue l'appello nominale, coadiuva il Presidente per il regolare andamento dei lavori del Consiglio Comunale.
5 - Nel caso in cui il Segretario Comunale deve allontanarsi dalla sala per una delle cause di incompatibilità espressamente previste dalla legge in relazione all'argomento trattato, le funzioni di Segretario, per il solo detto argomento, saranno svolte da un Consigliere Comunale designato dal Sindaco.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_22ART. 22: SCRUTATORI - NOMINA - FUNZIONI 1 - Dichiarata aperta la seduta il Presidente designa 3 Consiglieri alle funzioni di scrutatore, con il compito di assisterlo nelle votazioni tanto pubbliche quanto segrete e nell'accertamento e nella proclamazione dei relativi risultati.
2 - La minoranza, se presente, deve essere rappresentata.
3 - Gli scrutatori si pronunciano sulla validità della votazione, salvo l'ulteriore decisione del Consiglio Comunale.
4 - Le schede delle votazioni segrete sono immediatamente distrutte.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_23ART. 23: DEI POSTI E DEGLI INTERVENTI 1 - I Consiglieri prendono posto con il gruppo di appartenenza.
L'attribuzione iniziale dei posti viene fatta dal Sindaco, sentita la conferenza dei Capigruppo. I Consiglieri partecipano alle adunanze seduti nei posti loro assegnati e parlano dal loro posto, in piedi, salvo che il Presidente dia loro facoltà di parlare seduti, rivolti al Presidente ed ai Consiglieri.
2 - I Consiglieri che intendono parlare ne fanno richiesta al Presidente all'inizio del dibattito o al termine degli altri interventi. E' vietato qualsiasi dialogo fra Consiglieri.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_24ART. 24: ORDINE DEI LAVORI - SEDUTE DESERTE 1 - I lavori del Consiglio inizieranno appena raggiunto il numero legale.
2 - Se trascorsa un'ora, non sarà raggiunto il numero legale, il Presidente dichiarerà la seduta deserta, facendone redigere apposito verbale dal quale dovranno risultare i Consiglieri presenti e l'ora della dichiarazione della seduta deserta. Nel verbale dovrà essere fatta menzione dei Consiglieri assenti giustificati.
3 - I Consiglieri presenti all'appello prima di uscire dall'aula hanno l'obbligo di darne avviso al Segretario dell'assemblea il quale, nel caso dovesse mancare il numero legale, ne informa il Presidente per le conseguenti determinazioni.
4 - Iniziata validamente la seduta, venendo a mancare il numero legale, il Presidente può sospendere i lavori fino a 30 minuti ovvero rinviare la seduta.
5 - Nel caso di rinvio della seduta per qualsiasi motivo, i Consiglieri debbono essere riconvocati sempre in seduta di prima convocazione.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_25ART. 25: INIZIO DEI LAVORI 1 - Concluse le formalità preliminari, dichiarata aperta la seduta, prima della trattazione degli argOmenti iscritti all'ordine del giorno, il Presidente illustra le eventuali comunicazioni su fatti ed attività di particolare attualità ed interesse anche se non iscritti all'ordine del giorno. Sulle comunicazioni hanno facoltà di intervenire un Consigliere per ciascun gruppo. Sia le comunicazioni del Presidente che gli interventi dei Consiglieri dovranno essere contenuti, singolarmente, in un tempo non superiore a cinque minuti per ogni argomento trattato.
2 - Nessun argomento può essere sottoposto a discussione e a deliberazione se non risulta iscritto all'ordine del giorno dell'adunanza.
3 - Ogni Consigliere ha facoltà di chiedere la parola per celebrazione di eventi e per commemorazioni di grave importanza.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_26ART. 26: COMPORTAMENTO DEI CONSIGLIERI 1 - Nella discussione degli argomenti i Consiglieri Comunali hanno il diritto di esprimere apprezzamenti, critiche, rilievi e censure, riguardanti atteggiamenti, opinioni o comportamenti politico-amministrativi, con esclusione di qualsiasi riferimento alla vita privata e alle qualità personali di alcuno.
2 - Se un Consigliere turba l'ordine o pronuncia parole sconvenienti, il Presidente lo richiama.
3 - Dopo il secondo richiamo, nella medesima seduta, senza che questi tenga conto delle osservazioni rivoltegli, il Presidente deve interdirgli la parola fino alla conclusione dell'argomento in discussione. Se il Consigliere non osserva l'ordine del Presidente questi ha facoltà di allontanarlo dall'aula.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_27ART. 27: ESERCIZIO DEL MANDATO ELETTIVO 1 - I Consiglieri Comunali sono tenuti a partecipare a tutte le adunanze del Consiglio.
2 - Ogni Consigliere ha facoltà, con lettera diretta al Sindaco, di essere considerato in congedo per un periodo annualmente non superiore a tre mesi, senza l'obbligo di fornire motivazioni. Il Sindaco ne dà comunicazione al Consiglio, che ne prende atto a verbale, nella prima adunanza.
3 - Le giustificazioni di assenze diverse da quelle di cui al comma precedente dovranno essere date per iscritto prima della seduta successiva. Le assenze potranno essere giustificate dal Capogruppo con apposita dichiarazione da trascrivere a verbale.
4 - Si intendono giustificate le assenze dei Consiglieri per causa di malattia, servizio militare, seri motivi di famiglia, assenza dal Comune o altri gravi motivi.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_28ART. 28: FATTO PERSONALE 1 - E' fatto personale l'essere censurato nella propria condotta o il sentirsi attribuire fatti non veri od opinioni o dichiarazioni contrarie a quelle effettivamente espresse.
2 - La parola per fatto personale può essere chiesta in qualunque momento della discussione, la quale, pertanto, viene temporaneamente sospesa dal Presidente.
3 - Il Consigliere che chiede la parola per fatto personale deve indicarne il motivo, ed il Presidente deciderà se il fatto sussiste o meno.
4 - Se la decisione del Presidente non è accettata dal richiedente, questi può appellarsi al Consiglio il quale si pronuncia in merito, senza discussione per alzata di mano.
5 - Non è ammesso, sotto pretesto di fatto personale, ritornare su una discussione chiusa, fare apprezzamenti sui voti del Consiglio o, comunque, discuterli.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_29ART. 29: PREGIUDIZIALI SOSPENSIVE 1 - La questione pregiudiziale si ha quando vi richiesto che un argomento non sia discusso, precisandone i motivi. La questione pregiudiziale pub essere posta anche prima della votazione della deliberazione, proponendone il ritiro.
2- La questione sospensiva ha quando viene richiesto il rinvio della trattazione dell'argomento ad altra adunanza, precisandone i motivi. Può essere posta anche prima della votazione della deliberazione, richiedendo che questa sia rinviata ad altra riunione.
3 - Le questioni pregiudiziali e sospensive poste prima dell'inizio della discussione di merito vengono esaminate e poste in votazione prima di procedere all'esame dell'argomento cui si riferiscono. Sulle relative proposte può parlare, oltre ad un proponente un Consigliere per ciascun gruppo, per non oltre cinque minuti. Il Consiglio decide con votazione palese.
4 - Nel caso in cui la proposta di sospensione sia approvata, il Consiglio è chiamato anche a pronunciarsi sulla durata.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_30ART. 30: PARTECIPAZIONE DELL'ASSESSORE NON CONSIGLIERE 1 - Gli eventuali Assessori non Consiglieri di cui all'art.14 comma 6 dello Statuto partecipano alle adunanze del Consiglio Comunale con funzioni di relatore con diritto di intervento ma senza diritto di voto. A tale fine dovrà essergli notificato l'avviso di convocazione.
2 - La loro partecipazione alle adunanze del Consiglio Comunale non è computata ai fini della determinazione delle presenze necessarie per la legalità della seduta.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_31ART. 31: ADUNANZE APERTE 1 - Quando rilevanti motivi di interesse generale lo richiedono, il Sindaco, sentita la Conferenza dei Capigruppo e, se costituite, i Presidenti delle Commissioni consiliari consultive permanenti, indice adunanze consiliari aperte.
2 - Tali adunanze hanno carattere straordinario ed alle stesse, con i Consiglieri Comunali, possono essere invitati Parlamentari, rappresentanti della Regione, della Provincia, di altri Comuni, delle Associazioni sociali, politiche e sindacali interessate al tema da trattare. In tali adunanze può essere trattato il solo argomento all'ordine del giorno.
3 - In tali particolari adunanze il Presidente, garantendo la piena libertà di espressione dei membri del Consiglio Comunale, consente anche interventi dei rappresentanti come sopra invitati e comunque dei cittadini presenti che portano il loro contributo di opinioni, di conoscenze, di sostegno e illustrano al Consiglio Comunale gli orientamenti degli enti e delle parti sociali rappresentate.
4 - Durante le adunanze "aperte" del Consiglio Comunale non possono essere adottate deliberazioni od assunti, anche in linea di massima, impegni di spesa a carico del Comune.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_32ART. 32: CHIUSURA DELLA DISCUSSIONE 1 - Dopo la relativa trattazione, quando sull'argomento nessun altro Consigliere chieda di parlare, il Presidente dichiara chiusa la discussione.
2 - Resta salvo, se richiesto da qualsiasi Consigliere, il successivo passaggio alla discussione particolareggiata della proposta, quando si tratti di proposta composta di diversi articoli o parti, e quando la proposta stessa non venga integralmente esclusa, rinviata o respinta.
3 - Qualora la chiusura della discussione venga proposta da almeno 3 Consiglieri, il Presidente la pone in votazione per alzata di mano.
4 - Dichiarata chiusa la discussione, non può essere concessa la parola che per semplici dichiarazioni di voto. Per tali dichiarazioni non può essere concesso un tempo superiore a 5 minuti.
5 - La discussione si conclude con la votazione.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_33ART. 33: CHIUSURA DELLA SEDUTA MANCATO ESAURIMENTO ALL'ORDINE DEL GIORNO 1 - Esaurita la trattazione di tutti gli argomenti posti all'ordine del giorno ed eseguite le relative votazioni ed eventuali proclamazioni, il Presidente dichiara sciolta la seduta.
2 - Qualora non possa ultimarsi, per qualsiasi ragione, la trattazione degli affari iscritti all'ordine del giorno, il Presidente sospende la seduta.
3 - La determinazione del giorno e dell'ora in cui deve aver luogo la successiva adunanza, salvo che il Consiglio stesso lo stabilisca immediatamente, è presa dal Sindaco.
4 - L'avviso di convocazione per la prosecuzione dei lavori dovrà contenere l'ordine del giorno degli argomenti ancora da trattare ed essere notificato ai soli Consiglieri assenti almeno 24 ore prima di quella fissata per la riunione che è sempre di prima convocazione.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_34ART. 34: SISTEMI DI VOTAZIONE 1 - L'espressione del voto è normalmente palese: i Consiglieri votano ad alta voce per appello nominale, o per alzata e seduta, o per alzata di mano.
2 - Le deliberazioni concernenti persone debbono essere prese a scrutinio segreto. Questa forma di votazione sarà osservata, solo quando la legge, lo statuto o il regolamento, espressamente lo prescrivono.
3 - Il voto per alzata e seduta o per alzata di mano è soggetto a controprova. Il Presidente e gli scrutatori decidono del risultato della prova e della controprova, che possono ripetersi; se la votazione è ancora dubbia, si procede per appello nominale.
4 - La votazione a scrutinio segreto è fatta a mezzo di schede. Il Presidente, con l'assistenza degli scrutatori, procede al loro spoglio accertando che risultino corrispondenti allo stesso numero di votanti, e ne riconosce e proclama l'esito. Le schede contestate od annullate sono vidimate dal Presidente, da uno scrutatore e dal Segretario e sono conservate nell'archivio comunale.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_35ART. 35: ORDINE DELLA DISCUSSIONE E DELLA VOTAZIONE 1 - La discussione di ciascun argomento procede secondo l'ordine seguente:
a)discussione generale;
b)discussione particolareggiata sugli articoli, capi e voce dell'oggetto.
2 - L'ordine delle votazioni è stabilito come segue:
a)la discussione pregiudiziale, cioè l'esclusione della discussione e dal voto sull'argomento in trattazione;
b) la questione sospensiva, cioè il rinvio della discussione e del voto dell'argomento in trattazione;
c)l'ordine del giorno puro e semplice, ossia quello che esclude che si prenda in considerazione altra proposta diversa da quella ammessa in discussione;
d)gli emendamenti intesi a modificare il provvedimento a parte di esso, mediante soppressioni, sostituzioni od aggiunte;
e)le singole parti del provvedimento, ove questo sia stato suddiviso o si componga di varie parti o articoli, ovvero quando la votazione per parti separate venga richiesta da almeno 6 Consiglieri;
f)il provvedimento nel suo complesso, con le modifiche e le precisazioni risultanti, rispettivamente, dagli emendamenti e dagli ordini del giorno eventualmente approvati in precedenza.
3 - Qualora sui provvedimenti, dopo che siano stati annunciati dal Presidente per la discussione, nessuno prenda la parola, si procede alla votazione, senza altre formalità oltre quelle di legge.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_36ART. 36: ANNULLAMENTO E RINNOVAZIONE DELLA VOTAZIONE 1 - Quando si verifichino irregolarità nella votazione, il Presidente, valutate le circostanze, può procedere all'annullamento della votazione e disporne l'immediata ripetizione.
2 - L'irregolarità può essere accertata dal Presidente ovvero essere denunciata da un Consigliere prima o immediatamente dopo la proclamazione dell'esito della votazione. In ogni caso la decisione spetta al Presidente.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_37ART. 37: INTERVENTI NEL CORSO DELLA VOTAZIONE 1 - Iniziata la votazione, questa non può essere interrotta e non è più concessa la parola fino alla proclamazione del voto, salvo che per un richiamo alle disposizioni di legge e del regolamento, relative all'esecuzione della votazione in corso, o per segnalare irregolarità nella votazione stessa.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_38ART. 38: MOZIONI D'ORDINE 1 - E' mozione d'ordine il richiamo verbale al Presidente all'osservanza delle norme sulla procedura delle discussioni o delle votazioni ed anche il rilievo sul modo o l'ordine col quale sia stata posta, illustrata o commentata la questione dibattuta, avanzato da uno o più Consiglieri.
2 - Sull'ammissione, o meno, di ogni mozione d'ordine, si pronuncia il Presidente. Qualora la sua decisione non venga accettata dal proponente, questi può appellarsi al Consiglio, che decide per alzata di mano, senza discussione.
3 - Sulla mozione d'ordine, dopo il proponente, possono parlare soltanto un oratore contro ed uno a favore e per non più di 5 minuti ciascuno.
4 - Il Presidente ha tuttavia la facoltà, valutata l'importanza della discussione, di dare la parola sul richiamo ad un oratore per ciascun gruppo consiliare.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_39ART. 39: DICHIARAZIONE DI IMPROPONIBILITA' E DI INAMMISSIBILITA' 1 - Sono improponibili ordini del giorno, emendamenti e proposte che siano estranei all'oggetto della discussione o formulati con frasi o termini sconvenienti.
2 - Sono inammissibili ordini del giorno, emendamenti e proposte in contrasto con deliberazioni già adottate dal Consiglio sull'argomento nel corso della discussione.
3 - Il Presidente, data letturá dell'ordine del giorno o dell'emendamento proposto, può rifiutarsi di metterli in votazione. Se il proponente insiste, il Presidente consulta il Consiglio che decide, senza discussione, per alzata di mano.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_40ART. 40: DICHIARAZIONE DI VOTO 1 - Prima della votazione anche segreta, ogni Consigliere può motivare il proprio voto, ed ha diritto che, nel verbale, si faccia constare del suo voto e dei motivi che lo hanno determinato nonché di chiedere le opportune rettificazioni.
2 - Ciascun Consigliere ha anche diritto di far inserire nel verbale dichiarazioni proprie o di altri membri del Consiglio, nonché le proposte fatte per evitare un atto da cui teme possa derivare un danno al Comune.
3 - Il tempo concesso per le dichiarazioni di voto non può superare per ciascun Consigliere i 5 minuti.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_41ART. 41: COMPUTO DELLA MAGGIORANZA 1 - Terminata la votazione e riconosciuto e proclamato l'esito, si intende adottato il provvedimento che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, ossia il numero di voti favorevoli pari almeno alla metà più uno dei votanti, salvi i casi nei quali la legge prescriva un quorum particolare di maggioranza. Se il numero dei votanti è dispari, la maggioranza assoluta sarà costituita da quel numero che, raddoppiato, dia il numero pari superiore di una unità al numero dei votanti.
2 - Qualora non si raggiunga la maggioranza richiesta, la deliberazione non è valida. Non si può procedere in alcun caso al ballottaggio, salvo che la legge disponga altrimenti.
3 - Se si procede con votazione palese non debbono computarsi tra i votanti coloro che si astengono obbligatoriamente o volontariamente. I Consiglieri che dichiarano formalmente di astenersi dal votare senza esservi obbligati si computano nel numero dei presenti necessario a rendere legale l'adunanza, ma non nel numero dei votanti.
4 - Se si procede con scrutinio segreto si contano, per determinare il numero dei votanti, anche le schede bianche e le non leggibili, intendendosi tali schede nulle.
5 - Se un provvedimento ottiene un ugual numero di voti favorevoli e di voti contrari, non può dirsi ne adottato ne respinto; esso è solo inefficace, e può essere iscritto all'ordine del giorno della successiva adunanza del Consiglio.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_42ART. 42: VERBALE DELLE SEDUTE – CONTENUTO E FIRMA 1 - Il processo verbale deve contenere, oltre all'indicazione di tutte le formalità osservate ai fini della validità della convocazione del Consiglio e dell'adunanza, i punti principali delle discussioni, delle quali saranno in succinto le considerazioni e le conclusioni di ciascun oratore, l'indicazione delle proposte e l'annotazione del numero dei voti resi pro e contro ogni proposta.
2 - I verbali devono indicare anche l'ora d'inizio della seduta, i nomi di Consiglieri presenti alla votazione sui singoli oggetti, con la specificazione di quelli che si sono astenuti, e il nominativo degli scrutatori.
3 - Nei verbali devesi infine far constare se le deliberazioni siano assunte in seduta pubblica o segreta e la forma di votazione.
4 - Non possono inserirsi nel verbale le dichiarazioni:
a)ingiuriose;
b)contrarie alle leggi, all'ordine pubblico e al buon costume;
c)di protesta contro i provvedimenti adottati.
5 - Ogni Consigliere ha diritto di far inserire nel verbale il testo preciso di dichiarazioni proprie o di altri Consiglieri: in tal caso l'interessato dovrà dettare lentamente al Segretario il testo della propria dichiarazione o presentarlo per iscritto.
6 - Ogni Consigliere può pretendere che nel verbale si facciano constare le motivazioni del suo voto.
7 - I verbali sono sottoscritti dal Presidente della seduta e dal Segretario verbalizzante.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_43ART. 43: APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA PRECEDENTE SEDUTA 1 - Il Presidente fa dare lettura del processo verbale della seduta precedente ed invita i Consiglieri a comunicare le eventuali osservazioni.
2 - Il Consiglio, ai fini di un più spedito svolgimento dei lavori, può dare per letto il verbale depositato a disposizione dei Consiglieri, insieme agli atti della seduta, affinché questi abbiano potuto prenderne visione e fare per iscritto le loro osservazioni.
3 - Nel processo verbale non è concessa la parola se non a chi intende proporre ratifiche, o chiarire il pensiero espresso nella seduta precedente.
4 - Quando sul verbale non siano fatte osservazioni, esso si intende approvato senza votazioni: se invece siano proposte rettifiche, queste, qualora il Presidente lo ritenga necessario, sono ammesse ai voti e, se approvate, sono annotate sul verbale della seduta in corso.
5 - Occorrendo la votazione, questa avrà luogo per alzata di mano.
6 - L'approvazione del verbale ha luogo in seduta pubblica anche per la parte riguardante gli argomenti trattati in seduta segreta.
7 - Se, per qualsiasi motivo, non tutti i verbali della precedente seduta siano stati depositati come al precedente comma 2, ne dovrà essere fatto cenno nel verbale indicandone il numero e l'oggetto.
L'approvazione sarà fatta, con la stessa procedura, con apposito distinto verbale, nella seduta successiva.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_44ART. 44: COMUNICAZIONI DELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO 1 - Il Segretario Comunale, dovrà comunicare le decisioni adottate dal Consiglio Comunale ai Responsabili degli uffici contestualmente alla pubblicazione delle deliberazioni all'albo pretorio, restituendo, agli stessi uffici, i relativi fascicoli con le annotazioni del caso.
2 - Lo stesso Segretario Comunale, trasmetterà agli uffici competenti, per i conseguenti provvedimenti copia delle deliberazioni, munite della dichiarazione di esecutività, entro tre giorni dalla scadenza dei termini previsti dal combinato disposto degli articoli 45, 46 e 47 della legge 8 giugno 1990, n. 142.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_45ART. 45: INTERPRETAZIONE DEL REGOLAMENTO 1 - Le eccezioni sollevate dai Consiglieri Comunali, al di fuori delle adunanze, relative all'interpretazione di norme del presente regolamento, devono essere presentate, per iscritto al Sindaco.
2 - Il Sindaco incarica il Segretario Comunale di istruire la pratica con il suo parere e sottopone la stessa, nel più breve tempo, alla Conferenza dei Capigruppo.
3 - Qualora nella Conferenza dei Capigruppo l'interpretazione prevalente non ottenga il consenso della maggioranza dei Consiglieri rappresentati dai Capigruppo, la soluzione è rimessa al Consiglio il quale decide in via definitiva, con il voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri assegnati.
4 - Le eccezioni sollevate dai Consiglieri Comunali durante l'adunanza, relative all'interpretazione del presente regolamento da applicare per la trattazione di argomenti iscritti all'ordine del giorno, sono sottoposte per iscritto al Presidente. Egli sospende brevemente la seduta, e riunisce i Capigruppo presenti in aula ed il Segretario Comunale, per esaminare e risolvere le eccezioni sollevate. Quando la soluzione non risulti immediatamente possibile, il Presidente, ripresi i lavori dei Consiglio rinvia l'argomento oggetto dell'eccezione a successiva adunanza. Nei giorni seguenti attiva la procedura di cui al secondo comma.
5 - L'interpretazione della norma ha validità permanente ed in merito alla stessa non sono ammesse ad esame ulteriori eccezioni.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_46ART. 46: PUBBLICITA' DEL REGOLAMENTO 1 - Copia del presente regolamento a norma dell'art. 22 della L. 241/90 sarà tenuta a disposizione del pubblico perché possa prenderne visione in qualunque momento. Altra copia dovrà essere esposta nell'aula consiliare, a disposizione del pubblico, durante le sedute.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_47ART. 47: DIFFUSIONE DEL PRESENTE REGOLAMENTO 1 - Copia del presente regolamento, a cura del Segretario Comunale, sarà consegnata a tutti i Consiglieri neo eletti, allegata alla partecipazione di nomina e prima convocazione, nonché a tutti i Responsabili degli uffici e dei servizi comunali.
Torna all'indice anastasis_anchor_n_48ART. 48: ENTRATA IN VIGORE 1 - Il presente regolamento entrerà in vigore dopo l'espletamento del controllo da parte del competente organo regionale di controllo (CO.RE.CO.) e la sua ripubblicazione all'albo per 15 giorni consecutivi, munito degli estremi della pubblicazione di approvazione e del provvedimento di esame da parte del CO.RE.CO., con la contemporanea pubblicazione, all'albo pretorio ed in altri luoghi.
Torna all'indice