Ad Acquaviva, armi antiche
in mostra come opere d’arte
ACQUAVIVA PICENA - Presentato il nuovo allestimento
del “Museo delle Armi Antiche”, presso la fortezza Medioevale, che si arricchisce
ulteriormente di storia. All’interno rari esemplari dei secoli XVI e XVII.
di Adamo Campanelli
Continuano ad Acquaviva le numerose manifestazioni
che il Comune in questo periodo estivo sta regalando ai cittadini e turisti.
La Giornata di domenica si è aperta con "AcquacactusViva", mostra
delle piante grasse provenienti da tutto il mondo, e a seguire l'attesa presentazione
del nuovo allestimento del museo delle armi antiche in Fortezza Medioevale.
Tra gli ospiti il Vice Presidente del Consiglio Regionale, il Presidente del
Piceno Consid, il Presidente della Cantina Terre Cortesi Moncaro di Acquaviva
Picena nonchè i presidenti delle locali Associazioni.
Dopo i saluti del Sindaco Tarcisio Infriccioli, dell'Assessore
al Turismo Andrea Infriccioli e del Vice Sindaco Teodorico
Compagnoni, il Dott. Belogi
ed il Dott. Pinti, curatori dell'allestimento, alla
presenza di numerosissimi turisti appassionati, hanno illustrato i rari
esemplari dei secoli XVI e XVII e la ricca raccolta di armi militari
degli eserciti europei dal 1770 al 1870, fino ad oggi mai esposti al pubblico.
Il dott. Belogi, ci ha raccontato come nasce la sua passione e la storia della
ricerca delle armi antiche: ”Molte mi sono state regalate da mio padre e insieme
con quelle che ho accumulato io rappresentano 45 anni di raccolta, in zona,
scambi con collezionisti e acquisti in armerie”.
Curiosi gli aneddoti sul tema relativa all’arma
che viene descritta nel romanzo “I Promessi Sposi” per l’innominato, secondo
il dott. Brogi il Manzoni ha commesso delle imprecisioni, tralasciando particolari
importanti affinché l’arma possa essere utilizzata.
Stessa cosa per la fiction “Elisa di Rivombrosa”,
in cui c’è una corrispondenza delle armi utilizzate ma alcune imprecisioni
sul funzionamento…
Il Dott. Pinti, avvocato, ha sottolineato
come il “Museo delle armi antiche” ad Acquaviva, sia un fiore all’occhiello
per la Regione, anzi ha tenuto a specificare che nel raggio di trecento silometri
non se ne trovano altri.
”Il museo si estende all’interno della torre della fortezza, su due piani.
I rari esemplari di armi, sono dei secoli XVI e XVII, insieme ci sono armi
militari degli eserciti europei dal 1770 al 1870, fino ad oggi mai esposti
al pubblico”.-conclude Pinti-.
A seguire il consueto taglio del nastro e, in serata, il ricchissimo buffet
offerto dai gentilissimi titolari del Caffè Leopardi, Damiani Romolo
e Flavio Capriotti.
Ronconi, falconi, spiedi, storte, daghe, armi
napoleoniche…che hanno raccontato un’epoca e lo fanno ancora attraverso la
passione dei collezionisti e del servizio che eventi culturali di questo tipo
fanno alla collettività.
lunedì 28 giugno 2004, ore 16:45